La lentezza

Filed under: Stuff... pfu... — brain at 1:32 am on Tuesday, February 3, 2009

"Desert Tortoise" courtesy of .: sandmanLe pagine del libro “La Lentezza” di Kundera hanno accompagnato i momenti di “pausa” dello scorso weekend…

Nella matematica esistenziale questa esperienza assume la forma di due equazioni elementari: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all’intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all’intensità dell’oblio
- Kundera -

In un dibattito a cui ho avuto l’immensa fortuna di partecipare pochi giorni fa, Latouche ha ricordato alcuni aneddoti risalenti al periodo in cui si occupava di redigere il bilancio dello stato del Laos, una piccola nazione in quel periodo ai margini della guerra del Vietnam, paese martoriato dagli “effetti collaterali” di continue battaglie che si dovevano svolgere poco più in là… territorio da tutti fino ad allora ignorato che si è trovato risvegliato da un’ondata di civiltà.
Una volta i contatini del Laos avevano di ché vivere lavorando pochi giorni all’anno… poco più di qualche decina di giornate dedicate alle piccole attività agricole sufficienti a vivere degnamente e alla coltivazione del riso.
Quando Serge gli chiedeva cosa facessero durante il giorno essi rispondevano con una amabile serenità “Ascolto il rumore del riso che cresce“… lentamente.

La lentezza e la pausa erano anche alcuni dei temi ricorrenti nel libro “Leadership riflessive” …la riflessione ha bisogno del suo tempo di incubazione per trovare la giusta ispirazione.
Invece continuamente ogni giorno cerchiamo di tempestarci di attività, riempiamo i nostri calendari di outlook, ci tuffiamo nel raggiungere il nostro obiettivo e non pensiamo… non ascoltiamo il riso, l’ambiente che ci circonda, le persone che abbiamo accanto.

Bauman in un libro che ho letto di recente, delinea da prospettive simili quest’uomo moderno, schiavo di un nuovo imperativo cartesiano: “Consumo, dunque sono”. Allo stesso tempo “merce e mercante di se stesso”; intento a costruire il proprio curriculum; a riempire il proprio profilo di Facebook come se fosse uno scaffale, solo per rivendere un’immagine artefatta di se stesso.
Un uomo che “diviene” in un tempo di “questo attimo ed istante“, delle soddisfazioni “subito ed ora“, di un tempo che è diventato una successione di istanti “adesso“… mentre al contrario solo 30 anni fa ci raccontavano la storiella della formica e della cicala; del risparmiare oggi per goderne domani.
Per questo spostamento all’estremo opposto forse oggi siamo diventati schiavi delle soddisfazioni immediate, del nuovo sogno che ricorriamo ancora prima di averlo messo a fuoco, delle carte di credito, della casa chiavi in mano anche se il muto sarà finito di pagare tra 20 anni.
Riflettiamo il nostro io nelle cose che possediamo ora e nelle attività che facciamo, spersonializziamo la nostra identità, ci immortaliamo in centinaia di autoscatti che pubblichiamo su internet, diventiamo individualisti e rimuoviamo dalla nostra sfera di valori la cooperazione e l’aiuto reciproco perchè non abbiamo più tempo per gli altri e per i nostri vicini di casa.
Quante volte negli ultimo anno avete detto malinconicamente ad un amico “purtroppo non ho tempo” ?

Forse serve solo rallentare… rallentare lo spirito e poi aspettare che il corpo vi si adatti… oppure come dice Latouche aspettare che un sonoro “calcio nel culo” ci faccia risvegliare.

Viviamo in un mondo schiavo dall’obsolescenza programmata dei prodotti che ci spingono ad acquistarne sempre di nuovi, ad inseguire le mode, pronti ad ascoltare un istinto codardo e ingannevole guidato da un voce inconscia schiava dei bombardamenti pubblicitari… una forma di tossicità della nostra società che nessuno osa proibire e rendere illegale.

“Nuove regole finanziarie” chiedono gli economisti… aggiungere nuovo denaro al circolo virtuoso/vizioso dell’economia propongono come soluzioni le manovre economiche degli stati per far girare di nuovo più veloce la ruota dell’economia che non deve “rallentare“.

“Siamo tossicodipendenti” dice Latouche quando rapporta l’uomo all’idea di sviluppo.
“Siamo tossicodipendenti dell’idea di consumo” si ritrova tra le parole di Bauman.

Tanti anni fa lessi il libro di Bertrand Russell “L’elogio dell’ozio” …dal titolo che già si fa intendere da solo.

I romanzieri, i sociologi, gli economisti/antropologi, i coach/manager e i filosofi/matematici si ritrovano accumunati da un filo conduttore… quindi mi viene il dubbio che questa volta qualcuno abbia ragione.

La nostra epoca è ossessionata dall’idea di dimenticare, ed è per realizzare tale desiderio che si abbandona al demone della velocità; se accellera il passo è per farci capire che è stanca di se stessa, disgustata di se stessa; che vuole spegnere la tremula fiammella della memoria

…così scrive Kundera nel suo libro che si chiude con l’elogio del giovane cavaliere reduce dell’amore che cammina lento verso la carrozza che lo riaccompagna a casa… e che ho finito di leggere velocissimamente tutto d’un fiato domenica sera.

Negli ultimi tempi preferisco svegliarmi presto la mattina: prepararsi con tranquillità; allungare oziosamente il percorso che porta in al lavoro passando da un bar non troppo lontano e poco affollato in cui si può leggere il giornale; appena arrivati in ufficio, in ampio anticipo, ancor prima di sedersi fare un giro alla “macchinetta del caffè con vista” del primo piano… e cominciare così la giornata con molta più tranquillità.

Meglio ogni tanto mettersi in pausa e ripercorre gli irriverenti sentieri della vita, rallentando …anche se un po’ confusi.

RaccattaRAEE !

Filed under: Stuff... pfu... — brain at 11:07 pm on Monday, May 5, 2008

Oggi ho lasciato uno dei miei vecchi PC in buone mani…

Nei scorsi mesi ho scoperto un’iniziativa che ha sede nei dintorni di Bologna che merita un po’ di pubblicità.

Riproduzione deI quadro i girasoli di van gogh fatto con componenti di PC riciclati Si chiama RaccattaRAEE dove l’acronimo RAEE significa:

  • Rifiuti
  • Apparecchiature
  • Elettriche
  • Elettroniche

Che fine fanno i vecchi computer ed accessori ancora funzionanti ma dismessi perchè obsoleti o non più adatti allo scopo di chi li ha acquistati?
Possono ancora tornare utili ad altri scopi o possiamo trovare il modo di smaltirli in modo corretto?

L’associazione RaccattaRAEE ha lo scopo di intercettare computer ed altre apparecchiature elettroniche destinate alla pattimeria… e tentare di ripararle dove necessario e destinarle ad usi per cui possono essere ancora utili come alle scuole o ad altre associazioni che non si possono permettere l’acquisto di un prodotto nuovo.

Il sito dell’associazione non è aggiornato con le ultime attività del gruppo, ma se siete interessati a partecipare o a salvare un PC dal pattume non esitate a contattare i volontari di RaccattaRAEE.
http://www.raccattaraee.net/

UPDATE:
Tra i Chuck Norris Facts ne ho trovato uno davvero in tema:
“Il cestino del PC di Chuck Norris fa la raccolta differenziata”
:)

QCon (parte 2)

Filed under: Stuff... pfu... — brain at 12:37 am on Tuesday, April 8, 2008

Nella seconda parte del QCon si è svolta la conferenza vera e propria.
Quasi tutte le slides di questi 3 giorni di conferenza sono scaricabili dal sito:
Mercoledì
Giovedì
Venerdì

Day 3

Erich GammaDa segnalare l’interessante keynote di Eric Gamma sulla sua esperienza a fianco del progetto Eclipse
La storia di come il progetto sia stato progressivamente aperto, del perchè siano state fatte scelte architetturali che privilegiassero API semplici, interfacce per plugin, per incentivare lo sviluppo della comunità in maniera analoga a molti altri progetti OS.
Peccato che l’ultima parte sia stata una demo bruttina ed un po’ commerciale riguardo Jazz, la piattaforma IBM per il supporto allo sviluppo collaborativo.

Il resto della giornata è stata dedicata al mondo Micro$oft:
…tra vari interventi piuttosto “tristi” su cui sorvolo… da segnalare restano l’intervento di Daniel Moth ben strutturato e con varie live demo di sviluppo con Managed AddIn Framework, WPF e varie nuove tecnologie che accompagnano VS2008 …sul suo blog vale la pena dare un’occhiata agli screencast degli interventi.

Altro intervento interessante quello Mike Taulty su SilverLight, piattafroma che unisce le potenzialità di un’applet sviluppata sulla piattaforma .NET con le potenzialità grafiche di un ambiente Flash-like e un buon ambiente di sviluppo…. in pratica migliora ed unisce i pregi AppletJava+Flash.
Lo scoglio della sua diffusione sul web sarà se riuscirà a diventare una tecnologia pervasiva su ogni piattaforma, il chè passa anche dalla diffusione e supporto di Mono.NET in ambienti Unix-like e se riuscirà a abbattere lo scetticismo di chi non ama l’associazione Misrosoft e Web.

Dagli echi provenienti dalle altre sale assolutamente da segnalare “Yahoo Pipes” ( http://pipes.yahoo.com/ ): un ambiente web per il disegno di flow aventi come sorgente la moltitudine dei servizi web 2.0, con la possibilità di realizzare mash-up, condividerle tra la comunità e riusarle in mash-up più ampie… pensare che tutto è stato sviluppato da un piccolissimo gruppo di persone in yahoo.
Il progetto più interessante in assoluto!.

Infine nota un po’ negativa sull’intervento di Martin Folwer e Jim Webber sul tema “Big enterprise SOA” vs “Web” …qualche concetto interessante riassumibile in 2min …attorniato da una serie di battutine stile inglese.

Day 4

Kent BeckHo seguito il track sul tema “Effective Design”
…interessanti tutti gli interventi… sopra a tutti quelli di Udi Dahan sull’Intentional Desing… quello Pete Goodliffe su una storia di sviluppo di due applicazioni nella quale mi sono un po’ immedesimanto …e infine di grande ispirazione come al solito quello di Kent Beck: uscendo dai suoi interventi ti viene sempre da chiederti se c’è ancora qualcosa che non hai capito, senza riuscire a capire cosa :)

Day 5

L’ultimo giorno sono sempre stato nella sala sul tema “Architectures You’ve Always Wondered About”.

Molto bello l’intervento di Randy Shoup sull’architettura che sta alle spalle di un portalone come eBay e i principi che ne hanno guidato lo sviluppo, rompendo alcuni canoni classici delle applicazioni web per poter ottenere una scalabilità elevata…
Da solo ha salvato il resto della giornata… l’unico interessante che si salva quello sul datawarehouse di BNP Paribas.

Link della conferenza (oltre alle segnalazioni sopra)

Java Balck Belt
Office 2007: Ribbons Story (scaricate il filmato)

Gioco della conferenza

“Guitar Hero III” …credo ci siano un paio di interviste filmate che staranno girando nel web con sullo sfondo io e Matteo che giochiamo come dei bambini :)

Libro con cui sono uscito della conferenza

“The miths of Innovation” di Scott Berkun …preso ad ispirazione

QCon (parte 1)

Filed under: Stuff... pfu... — brain at 11:47 pm on Monday, March 17, 2008

La scorsa settimana sono stato a Londra per partecipare alla conferenza QCon.

Ottima conferenza! …era dagli anni del vecchio webb.it (quando ancora si svolgeva a Padova) che non tornavo con così tante nuove idee da una conferenza .

Ne approfitto per buttare giù e condividere gli spunti più interessanti che mi sono annotato.

Day 1:

Il primo giorno ho seguito il Tutorial di Simon Brown - Coding the Architecture.

Buon corso con una discreta introduzione sui principi che guidano il disegno delle architetture.
Spunto della giornata: “fare attenzione ai requisiti non funzionali”: mi sono creato una bella checklist al riguardo ed alcuni attributi necessari a costruire un buon requisito non funzionale (specifico, misurabile, time-bound, etc…).

…però un po’ mi sono pentito di non essere andato a seguire il corso del mitico Martin Fowler sui DSL.

Day 2:David Anderson tutorial - Working on real examples

Ho fatto un cambio corso all’ultimo momento e mi sono intrufolato nell’aula di David Anderson - The Zen of Agile Management.
Ottimo corso! David è un ottimo insegnante in grado di dare un’idea chiara dei principi ed esempi concreti per capire molti aspetti legati alla gestione di progetti di sviluppo software. Ottima anche la capacità di cogliere dai casi reali dei partecipanti al corso alcune brillanti chiavi di lettura delle problematiche.
Unico piccolo diffetto è che il corso può essere ripetitivo per chi ha già affrontato aspetti legati al Lean Management.
…peccato che la mia giornata sia stata più volte interrotta da telefonate dall’Italia :)

Spunti della giornata:
“ricordarsi delle metriche più semplici!” molte informazioni più utili si possono ricavare dalle metriche più banali… molti esempi annotati a riguardo.
“valutare i costi di un progetto/iterazione” una semplice attenzione in più sul come “scalano” i costi di setup/chiusura di un’iterazione e comunicazione nel team. Il valutare questi tre aspetti possono dare la misura del giusto trade-off con la lunghezza migliore per un’iterazione …rompendo un po’ il mito “sono più tosto perchè la mia iterazione è più corta della tua!” che sembra un vanto nel mondo agile.

La sera purtroppo non sono riuscito ad unirmi al gruppo del Xtc per impegni nella conferenza (chiedo perdono!!).

…a presto la seconda parte della settimana.

Un pinguino alle superiori

Filed under: Stuff... pfu... — brain at 2:09 am on Thursday, March 6, 2008

ERLUG logo Volevo sottolineare un articolo che è comparso in seconda pagina ieri su Punto Informatico

http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2211518

Spingere i docenti ad adottare tecnologie aperte e puntare sull’adozione della distribuzione di Linux Ubuntu nelle scuole superiori, nonché far conoscere agli studenti ancora più da vicino il mondo del Pinguino e l’open source. C’è questo dietro l’ultima iniziativa di ERLUG (Emilia Romagna Linux Users Group)

A parte il piacere di aver dato il mio piccolissimo-issimo-issimo contributo all’iniziativa, volevo sottolineare come sempre più le attività dei LUG stiano diventando “LinuxDay-dipendenti” e purtroppo sempre meno vicine ad altre forme di divulgazione dei principi e valori del software libero.

Un complimento quindi va all’ERLUG e a questa iniziativa per portare linux nelle scuole!!!

In particolare è significativa una delle argomentazioni che ho sentito dalla professoressa Daniela Volta durante una delle sue tante presentazioni dell’iniziativa che ha portato il software libero all’istituto superione Keynes di Castel Maggiore.
An Empirical Study on Implementing FLOSS in Schools
Migrazione al software libero in una scuola: una scelta vincente

Il software libero porta con se un grande valore educativo: di far capire alla persone, ai ragazzi, che in qualsiasi campo c’è un’alternativa alle soluzioni che adottiamo.
Apre la mente a nuove soluzioni oltre a quelle che ci vangono regalate/imposte.
Insegna a capire che le soluzioni possiamo costruircele da soli.
Ad utilizzare la collaborazione e la condivisione come sistemi essenziali di crescita.
Apre la mente e allarga la visione.

Di avermi insegnato questo ringrazio il mondo del software libero.

Dietro l’arcobaleno

Filed under: Stuff... pfu... — brain at 10:26 pm on Tuesday, January 1, 2008

Ci sono fenomeni che ci capita di osservare nella quotidianità che ci affascinano con stupore.

Ho trovato questa bellissima lezione di Martin Lewin (ormai famoso insegnate di fisica del MIT) che spiega e mostra le leggi e i fenomeni che stanno dietro alla formazione di un Arcobaleno

http://mitworld.mit.edu/video/33/

  • qual’è la direzione e l’angolo a cui è visibile l’arcobaleno?
  • qual’è la sua sequenza di colori?
  • avete mai notato il chiarore all’interno?
  • e il secondo arco più tenue all’esterno? ha sempre la stessa sequenza di colori?
  • e che la luce dell’arco è polarizzata? in quale direzione?

Un arcobaleno (wikipedia) Anch’io sono una di quelle tante persone che ha visto centinaia di volte un arcobaleno ma non l’aveva mai osservato a fondo per capirne veramente la sua bellezza.

E’ anche interessante vedere nella lezione come un insegnante può usare gli strumenti e i trucchi della comunicazione per renderla davvero accattivante!

Se dopo aver guardato la lezione anche voi avete contratto il morbo dell’arcobaleno potete correre a comprare un polarizzatore! :)

UPDATE: Ne ho trovato uno non troppo costoso qui: http://www.3dlens.com/shop/polarizer.php

Tratti di un dialogo

Filed under: Stuff... pfu... — brain at 12:46 am on Tuesday, December 11, 2007

Ci sono tratti più profondi di una discussione che si ritrovano meglio con pochi segni e qualche scarabocchio.
Schizzo di un dialogo
…ricordo di una chiacchierata :)

Sto leggendo un bel libro in cui ho trovato una metafora della società e delle organizzazioni…
Nel nostro mondo stracolmo di informazioni la “sintesi” sta diventando una forma di anoressia da controllare con attenzione… sta trasformando biografie in curriculum portandosi il rischio che le scelte siano sempre più basate sul numero di scarpe delle persone invece che sulla direzione dei loro passi.

Per ritrovare l’anima che guida le scelte bisogna ogni tanto rallentare e prendersi lo spazio per la riflessione.

…un po’ di ordine

Filed under: Stuff... pfu... — brain at 1:39 am on Wednesday, November 28, 2007

Lo scorso venerdì ho avuto il piacere di partecipare alla 4a edizione dell’Italian Agile Day… e direi soprattutto l’onore di tenere un intervento tra Tim Mackinnon e Francesco Cirillo (in pratica uno dei primi XP-er europei ed uno dei primi XP-er italiani :) )
http://www.agileday.it/index.php?page=program

Italian Agile<br />
Day

Mettendo ordine ai materiali… ne ho approfittato per recuperare tutte le vecchie presentazioni che ho tenuto in giro:
https://zatoichi.homeip.net/~brain/wiki/index.php/Presentazioni

…e ridandoci un’occhiata ne ho recuperata una su UniversiBO che anche se ha avuto poco pubblico è forse una di quelle che mi sta più a cuore e che a rivederla un po’ mi emoziona:
“UniversiBO - Aspetti progettuali per una community per il blended learning” [PDF]
e mi fa ricordare tanti bei MOMENTI!
Ragazzi mantenete coraggio e forza di volontà!

PS.
per l’aggiornamento dell’angolo del libro… negli ultimi mesi mi son piaciuti molto:

  • Modus Vivendi, inferno e utopia del mondo liquido - Zygmunt Bauman - ed. Laterza
  • La fine è il mio inizio - Tiziano Terzani - ed. Longanesi
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No al Trusting Computing